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martedì 21 maggio 2013

Georg Agricola-De Re Metallica

Georg Bauer (latinizzato in Agricola) (1494-1555) è stato un scienziato e mineralogista tedesco, autore di numerosi scritti su svariati argomenti. Nato a Glauchau, in Sassonia , compì studi classici all'Università di Lipsia,dove successivamente insegnò latino e greco per alcuni anni. Nel 1522 cominciò a dedicarsi alla medicina, prima a Lipsia e poi a Bologna e Padova in Italia. Laureatosi nel 1526, divenne  medico praticante, tuttavia dedicò gran parte della sua energia a studi di estrazione mineraria e alla geologia.Nel 1527 iniziò a praticare la medicina a Joachimsthal , un importante centro minerario del tempo, rinomato soprattutto per l'argento. Gli scritti geologici di Agricola riflettono uno studio accurato e un'attenta osservazione  non solo delle rocce e dei minerali, ma di ogni aspetto della tecnologia mineraria e della pratica del tempo. Agricola si trasferì nel 1536 alla città di Chemnitz, un altro  importante centro dell' l'industria mineraria, dove venne eletto borgomastro nel 1546. Egli continuò a praticare  non solo la sua professione medica e gli studi geologici , ma ricoprì anche diversi incarichi pubblici e diplomatici per conto del duca Maurizio di Sassonia, al quale  dedicò il suo libro De Natura Fossilium . Morì nel 1555, un anno prima della pubblicazione postuma del De Re Metallica , la sua più grande opera.


Georg Agricola


De Re Metallica  significa "Sulla natura dei metalli", ma la parola metallo  è da intendere in un contesto più ampio. Quest’opera è infatti un trattato di mineralogia che dà informazioni importanti anche sulla metallurgia.
In De Re Metallica, che rimase il testo di riferimento sull’arte mineraria per secoli, Agricola si occupa dell’estrazione dei metalli dai minerali( soffermandosi sulle  attrezzature e sui macchinari ), dei metodi di ricerca , di indagine e scavo, della fusione, dell'amministrazione delle miniere e persino delle malattie professionali dei minatori. Il libro contiene anche le descrizioni delle strutture dei minerali . L’opera è abbondantemente illustrata.
Agricola osservò anche che le rocce sono costituite da strati ben definiti e che ciò ricorreva nello studio di vari campioni anche su vasta area. Questa osservazione fu uno dei primi contributi alla geologia stratigrafica e si rivelò molto importante per gli studiosi futuri.




Illustrazione di una pompa mineraria tratta dal De Re Metallica








giovedì 16 maggio 2013

La siderurgia nel periodo medievale


Mentre la metallurgia degli altri metalli rimase virtualmente stazionaria fino al sedicesimo secolo, la produzione del ferro su larga scala e l’utilizzazione dell’energia idraulica condussero alla specializzazione dell’attrezzatura, al raggiungimento di temperature più elevate e all'allestimento di forni che resero possibile la produzione della ghisa.

Sebbene poco sia stato ancora rivelato dai documenti relativi alla metallurgia del primo Medioevo, molto è stato possibile apprendere mediante lavori di scavo. 



Durante il settimo secolo, gli armaioli che lavoravano nella Borgogna si sparsero per la Francia settentrionale e occidentale: essi perfezionarono una tecnica del tutto particolare per la fabbricazione dell'acciaio sagomato . Le armi d’acciaio orientali di questo tipo sono perfettamente omogenee e la sagoma è sviluppata per cristallizzazione, mentre l’acciaio occidentale sagomato era formato saldando insieme delle bandelle di acciaio orientale, che venivano poi tagliate, piegate e fucinate in modo da formare il particolare modello. Gli oggetti di acciaio sagomato di fattura occidentale divennero ricercati anche nei paesi arabi. Tali fatti gettano una luce vivida sulla sopravvivenza di complicatissime tecniche, e dovrebbero renderci cauti nel condannare la metallurgia del cosiddetto evo oscuro. Abbiamo inoltre motivo di ritenere che alcuni tipi di forni per il ferro furono introdotti proprio in questo periodo. 

Un fattore che influì molto più potentemente sull'evoluzione della moderna metallurgia del ferro fu costituito dall'avvento dell’energia idraulica . Secondo Agricola, la prima applicazione dei mantici idraulici risale al 1435, ma certamente essa è da attribuirsi a epoca anteriore. Già nell'undicesimo secolo si fa menzione di mantici e magli idraulici in uso nelle Alpi occidentali e nella Slesia. Nel 1135 il monastero benedettino di Admont, nella Stiria, disponeva a Leoben di un mulino ad acqua, al quale, nel 1175, se ne aggiungeva uno a pestelli; inoltre abbiamo notizie di atri mulini esistenti a Hradish in Moravia. Da queste regioni orientali essi si spostarono nella Germania centrale dove, nelle valli fluviali della regione mineraria dell'Hanz, erano sorte nel tredicesimo secolo delle fonderie per blumi; gli accenni a bacini idrici annessi a tali fonderie sono molto frequenti. Anche in Danimarca troviamo riferimenti ai “mulini per il ferro” di Sorø (1197), costruiti “per estrarne il ferro dal minerale”.
Le prime applicazioni dell’energia idraulica alla metallurgia francese del ferro risalgono anch’esse all’undicesimo e al dodicesimo secolo. Ancora una volta l’iniziativa dell'introduzione fu merito degli ordini monastici. Nel Delfinato, ove nel 1084 era stata fondata la Grande Chartreuse, i mulini ad acqua erano già in uso intorno al 1200. L’ingegnere cistercense Villard de Honnecourt, nel suo taccuino (XIII secolo) tracciò piani relativi a macchinari idraulici di ogni specie, compresa una segheria .
Naturalmente vi fu una tendenza delle ferriere ad allontanarsi dai giacimenti minerari e carboniferi per avvicinarsi ai torrenti e ai ruscelli, tendenza invertita alcuni secoli più tardi dall’avvento della macchina a vapore.